Come si fa il Taleggio DOP: il processo artigianale raccontato dai casari della Val Taleggio

taleggio dop

Hai mai osservato una forma di Taleggio DOP e ti sei chiesto come nasce questo formaggio dalla crosta rosata e dalla pasta cremosa? La produzione del Taleggio è un processo affascinante che unisce tradizione millenaria e sapienza artigianale, tramandato di generazione in generazione nella nostra valle. Ogni fase della lavorazione segue un disciplinare rigoroso che garantisce l’autenticità di questo formaggio simbolo della tradizione lombarda. Scopriamo insieme i segreti della sua produzione.

Gli ingredienti del Taleggio DOP

La produzione del Taleggio parte da ingredienti semplici ma di altissima qualità. Il protagonista è il latte vaccino intero, che può essere utilizzato sia crudo che pastorizzato. Nella Cooperativa Agricola Sant’Antonio, costituita nel 1976 da allevatori locali, utilizziamo latte crudo a munta calda proveniente esclusivamente dalle nostre vacche Bruna Alpina che pascolano negli alpeggi della Val Taleggio.

Al latte si aggiunge il lattoinnesto, una coltura batterica naturale composta da Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus, fondamentale per avviare la fermentazione e conferire al formaggio il suo caratteristico profilo aromatico. Infine, il caglio animale di vitello permette la coagulazione del latte. Secondo il disciplinare di produzione DOP, non è ammesso l’uso di organismi geneticamente modificati in nessuna fase.

La coagulazione del latte

Il processo inizia riscaldando il latte a una temperatura compresa tra 32°C e 35°C. A questo punto viene aggiunto il lattoinnesto, seguito dal caglio animale. La temperatura controllata è essenziale: troppo fredda rallenterebbe la coagulazione, troppo calda comprometterebbe l’attività batterica.

Dopo circa 10-15 minuti, il latte si trasforma in cagliata, una massa gelatinosa che racchiude proteine e grassi, separandosi dal siero liquido. Questo momento è cruciale e richiede l’esperienza del casaro per valutare il giusto grado di coagulazione.

Dalla cagliata alla forma

La cagliata viene rotta in due fasi distinte. La prima rottura, grossolana, divide la massa in pezzi grandi e viene seguita da una sosta di circa 15 minuti che permette lo spurgo iniziale del siero. La seconda rottura, più fine, riduce la cagliata in grumi delle dimensioni di una nocciola utilizzando uno strumento tradizionale chiamato “spino” o “tas”.

Dopo una breve pausa di 5 minuti, la cagliata viene estratta e distribuita in stampi quadrati di circa 18-20 cm di lato, la caratteristica forma del Taleggio. Gli stampi sono posizionati su tavoli leggermente inclinati, spesso ricoperti di stuoie naturali o sintetiche, per favorire il drenaggio del siero residuo. Durante questa fase, che può durare diverse ore, le forme vengono rivoltate più volte.

La stufatura: un passaggio cruciale

La stufatura è una delle fasi più importanti e distintive della produzione del Taleggio. Le forme vengono trasferite in locali dedicati, chiamati “stufe”, mantenuti a temperature tra 22°C e 28°C con un’umidità del 90%. Qui rimangono per un periodo che varia dalle 8 alle 16 ore.

Durante la stufatura avvengono tre processi fondamentali: l’acidificazione della pasta, il completamento dello spurgo del siero e la strutturazione definitiva del formaggio. Le forme vengono rivoltate regolarmente secondo cadenze precise, e proprio in questa fase viene apposto il marchio di origine composto da quattro cerchi, simbolo inconfondibile del Taleggio DOP.

La stagionatura che fa la differenza

Dopo la salatura, che può avvenire a secco con sale grosso o tramite immersione in salamoia per 8-10 ore, inizia la fase di stagionatura. Questa deve svolgersi esclusivamente nel territorio delle province indicate dal disciplinare DOP, a temperature comprese tra 2°C e 6°C e con un’umidità dell’85-90%.

Il periodo minimo di stagionatura è di 35 giorni, ma può protrarsi fino a 40 giorni per ottenere sapori più intensi. Durante questo tempo, le forme vengono costantemente curate: vengono rivoltate regolarmente e sottoposte a “spugnature” con acqua e sale sulla crosta. Questo trattamento favorisce lo sviluppo della microflora caratteristica – muffe dei generi Penicillium, Mucor e Geotrichum – che conferisce alla crosta il tipico colore rosato-arancione e contribuisce alla maturazione del formaggio dall’esterno verso l’interno.

A differenza di altri formaggi, il Taleggio ha una maturazione centripeta: la pasta risulta più morbida e cremosa sotto la crosta, mentre rimane più compatta al centro. Questa caratteristica, unita all’azione enzimatica delle muffe naturali, dona al Taleggio il suo inconfondibile sapore dolce con note aromatiche e il retrogusto leggermente tartufato.

Come riconoscere il vero Taleggio DOP

Ogni forma di Taleggio DOP autentico presenta caratteristiche ben precise. Il peso varia tra 1,7 e 2,2 kg, con una forma a parallelepipedo quadrangolare. La crosta deve essere morbida, sottile e di colore rosato naturale con possibili muffette grigio-verdi.

Il segno distintivo più importante è il marchio a quattro cerchi impresso su una delle facce piane della forma. Tre cerchi riportano la lettera “T” maiuscola, mentre il quarto contiene il numero identificativo del caseificio produttore. Questo marchio deve rimanere visibile anche quando il formaggio viene venduto porzionato. La sua presenza garantisce che tutte le fasi produttive – dalla mungitura alla stagionatura – siano avvenute secondo il rigido disciplinare DOP.

📌 In sintesi

La produzione del Taleggio DOP è un processo artigianale che richiede tempo, esperienza e rispetto della tradizione. Dal latte vaccino intero alla stagionatura finale, ogni fase segue regole precise stabilite dal disciplinare: coagulazione a 32-35°C, doppia rottura della cagliata, stufatura in locali controllati e stagionatura minima di 35 giorni con spugnature regolari. La maturazione centripeta, favorita dalle muffe naturali della crosta, crea la caratteristica cremosità sotto la crosta e il sapore dolce-aromatico che contraddistingue questo formaggio. Il marchio a quattro cerchi garantisce l’autenticità di ogni forma prodotta secondo tradizione.

Un formaggio vivo che racconta la nostra valle

Il Taleggio DOP non è semplicemente un formaggio: è il risultato di una sapienza casearia millenaria che si tramanda nella nostra cooperativa dal 1976. Ogni forma racconta la storia della Val Taleggio, l’amore per il territorio e la dedizione quotidiana dei nostri allevatori e casari. La produzione artigianale richiede cura costante, attenzione ai dettagli e profondo rispetto per le tecniche tradizionali che hanno reso questo formaggio un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo.

Dalla mungitura del latte fresco delle nostre vacche Bruna Alpina alla stagionatura nelle celle controllate, ogni passaggio è pensato per preservare l’autenticità e la qualità che solo un prodotto DOP può garantire. La differenza tra un Taleggio artigianale e uno industriale si percepisce immediatamente: nella cremosità della pasta, nella complessità del profumo, nella persistenza del sapore.

Scopri il nostro Taleggio DOP artigianale prodotto secondo la tradizione della Val Taleggio. Visita il nostro catalogo formaggi e porta sulla tua tavola l’autenticità dei sapori di montagna, dove ogni forma è il risultato di passione, esperienza e territorio.

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