Come conservare il formaggio: la guida completa del casaro

come conservare il formaggio

Dopo anni passati a produrre formaggi artigianali qui nel nostro caseificio di Valtaleggio, abbiamo imparato che sapere come conservare il formaggio correttamente può fare la differenza tra un prodotto eccellente e uno rovinato. Noi di Sant’Antonio Valtaleggio mettiamo tutta la nostra tradizione, passione e competenza nel creare formaggi straordinari, ma il nostro lavoro si completa solo quando questi prodotti arrivano sulla vostra tavola mantenendo intatte tutte le loro caratteristiche organolettiche.

Quante volte avete acquistato un formaggio artigianale di qualità per poi ritrovarlo dopo pochi giorni secco, indurito o con sapori alterati? Succede più spesso di quanto pensiate, e nella maggior parte dei casi il problema non risiede nel prodotto, ma nel modo in cui viene trattato una volta portato a casa.

La conservazione corretta è una scienza che richiede conoscenze specifiche, perché ogni tipologia ha esigenze diverse e commettere errori può significare sprecare un prodotto prezioso e vanificare tutto il lavoro artigianale che c’è dietro. In questa guida completa vogliamo condividere con voi tutti i segreti che abbiamo appreso in decenni di esperienza, gli stessi accorgimenti che utilizziamo noi nelle nostre celle di stagionatura e che consigliamo a chi acquista i nostri formaggi. Non si tratta solo di mettere tutto in frigorifero e sperare per il meglio, ma di comprendere che stiamo parlando di alimenti vivi, che continuano a evolversi anche dopo l’acquisto e che meritano attenzioni particolari per esprimere al meglio tutto il loro potenziale.

Come conservare il formaggio: la temperatura ideale

Uno degli errori più comuni è quello di trattare tutti i formaggi allo stesso modo, come se fossero prodotti identici. In realtà, quando ci si chiede come conservare il formaggio, la prima cosa da considerare è la temperatura ottimale, che varia sensibilmente a seconda del tipo, del grado di stagionatura e delle caratteristiche specifiche. I formaggi freschi, quelli che hanno un contenuto di umidità elevato e che non hanno subito maturazione, necessitano di temperature più basse, tra i due e i quattro gradi. Parliamo di prodotti come la nostra Robiola o lo Strachì, alimenti più delicati che richiedono un ambiente freddo per rallentare lo sviluppo batterico e mantenere la freschezza.

I formaggi a pasta molle come il nostro Taleggio DOP richiedono invece un range leggermente più alto, idealmente tra i quattro e gli otto gradi. Questo intervallo permette alla pasta di continuare a maturare lentamente senza accelerare eccessivamente i processi fermentativi che potrebbero alterarne il sapore. Temperature troppo basse induriscono la pasta e attenuano i profumi, facendo perdere quella complessità aromatica che caratterizza un buon prodotto a crosta lavata. Al contrario, un calore eccessivo accelera la maturazione in modo incontrollato, facendo diventare la pasta troppo liquida e sviluppando sapori ammoniacali sgradevoli.

I formaggi a pasta semidura come il nostro Branzi o la Formagella della Valtaleggio, che hanno subito una maturazione media e hanno un contenuto di umidità più basso rispetto ai formaggi freschi, tollerano temperature leggermente più elevate, tra i sei e i dieci gradi. Questi prodotti sono più stabili dal punto di vista microbiologico grazie alla ridotta umidità e alla concentrazione di sale, quindi non rischiano di deteriorarsi rapidamente anche se la temperatura sale di qualche grado. Anzi, un ambiente non troppo freddo permette di mantenere morbida la pasta e di preservare meglio gli aromi complessi sviluppati durante la stagionatura nelle nostre casere.

L’involucro perfetto per conservare il formaggio

Se c’è un errore che vediamo commettere praticamente da tutti quando si parla di come conservare il formaggio, è quello di avvolgere tutto nella pellicola trasparente. Questa pratica, così comune e apparentemente innocua, è in realtà uno dei modi migliori per rovinare completamente un prodotto artigianale di qualità. La pellicola di plastica è un materiale completamente impermeabile che non permette la traspirazione, creando un ambiente asfittico dove l’umidità resta intrappolata sulla superficie. Il risultato è che la pasta inizia a sudare, sviluppa condensa, la crosta si ammorbidisce eccessivamente e possono svilupparsi muffe indesiderate o sapori sgradevoli.

Il modo corretto è utilizzare la carta apposita per formaggi, un materiale speciale che trovate nei negozi specializzati o che noi stessi forniamo quando acquistate i nostri prodotti direttamente dal caseificio. Questa carta è composta da due strati: uno interno di materiale poroso che assorbe l’umidità in eccesso, e uno esterno leggermente plastificato che protegge dall’aria e dagli odori del frigorifero. Il risultato è un microambiente perfetto dove il prodotto può respirare senza seccarsi troppo rapidamente. È esattamente lo stesso principio che applichiamo nelle nostre celle di stagionatura, dove l’equilibrio tra umidità e ventilazione è fondamentale.

Se non riuscite a trovare la carta specifica, una valida alternativa è la carta forno, quella che utilizzate normalmente per cucinare. Non è perfetta come la carta professionale, ma è infinitamente meglio della pellicola trasparente. Quando avvolgete, fate attenzione a coprire completamente ma senza stringere eccessivamente. La pasta deve essere protetta ma non compressa. Se avete acquistato una forma intera o una porzione grande del nostro Branzi o della nostra Formagella, potete anche considerare di avvolgerla in un panno di cotone leggermente inumidito, un metodo tradizionale che funziona particolarmente bene per i formaggi a pasta semidura. Il panno va cambiato ogni due o tre giorni e va risciacquato in acqua fresca senza usare detersivi.

Dove conservare il formaggio nel frigorifero

Non tutti gli spazi del frigorifero sono uguali quando si tratta di conservare il formaggio. La posizione migliore per la maggior parte dei formaggi è il cassetto delle verdure, quella zona situata nella parte bassa, protetta da un cassetto di plastica. Questo comparto ha due vantaggi fondamentali: la temperatura è leggermente più alta rispetto al resto del frigorifero, e il cassetto offre una protezione dagli sbalzi termici che si verificano ogni volta che aprite la porta. L’umidità relativa in questa zona è anche leggermente più elevata, il che aiuta a prevenire l’essiccamento eccessivo, soprattutto per i prodotti a pasta molle.

Se il cassetto delle verdure è già occupato o se avete molti formaggi diversi, potete utilizzare dei contenitori specifici. Ne esistono di vari tipi in commercio, ma quelli migliori sono realizzati in materiale plastico trasparente con un coperchio non completamente ermetico che permette un minimo ricambio d’aria. All’interno del contenitore, disponete i pezzi avvolti nella carta apposita, facendo attenzione a separare le diverse tipologie. Un errore comune è quello di mettere tutto insieme in uno stesso contenitore: questo può portare a una contaminazione di sapori, con i prodotti più delicati che assorbono gli aromi di quelli più stagionati o piccanti.

Cercate sempre di tenere separati i formaggi a pasta molle da quelli stagionati, gli erborinati come il nostro Strachitunt dai prodotti freschi, il Branzi dallo Strachì più delicato. Se proprio dovete metterli nello stesso contenitore, assicuratevi almeno che ciascuno sia ben avvolto nella sua carta e, se possibile, separate ulteriormente i diversi tipi con fogli di carta forno. Evitate assolutamente di utilizzare la porta del frigorifero, dove gli sbalzi di temperatura sono continui e dove l’esposizione all’aria calda che entra ogni volta può deteriorare rapidamente il prodotto. E naturalmente, tenete tutto lontano da alimenti con odori forti come cipolle, aglio o pesce, perché la pasta assorbe facilmente gli aromi circostanti.

Quanto dura il formaggio: tempi di conservazione

Una delle domande che ci fate più spesso quando acquistate i nostri prodotti è: quanto tempo posso conservare il formaggio prima che debba essere consumato? La risposta dipende ovviamente dal tipo, ma possiamo darvi delle indicazioni generali basate sulla nostra esperienza. Il nostro Taleggio DOP, essendo a pasta molle con un contenuto di umidità relativamente alto, ha una durata ottimale di circa sette-dieci giorni dall’acquisto. Questo non significa che dopo dieci giorni diventi immangiabile, ma che entro questo periodo esprime al meglio le sue caratteristiche organolettiche.

Dopo la prima settimana, noterete che tende a diventare sempre più morbido, quasi cremoso al centro, e che i sapori si intensificano progressivamente. Se amate il Taleggio molto maturo, con note decise e una consistenza quasi liquida, potete anche prolungare fino a due settimane, controllando quotidianamente che non si sviluppino muffe indesiderate o odori ammoniacali troppo forti. Il nostro Strachitunt, nonostante sia anch’esso relativamente giovane, dura leggermente di più grazie alla presenza delle muffe nobili che agiscono come conservanti naturali. Potete tenerlo per circa quindici giorni mantenendo una qualità eccellente, anche se noi consigliamo sempre il consumo entro la prima settimana per apprezzarne pienamente la complessità aromatica.

Il Branzi e la Formagella della Valtaleggio, essendo formaggi a pasta semidura con una stagionatura di alcune settimane, sono più stabili e possono rimanere tranquillamente in frigorifero per circa venti-trenta giorni se le condizioni sono ottimali. Questi prodotti hanno un contenuto di umidità intermedio e una buona concentrazione di sale, fattori che li rendono naturalmente più resistenti al deterioramento rispetto ai formaggi freschi.

L’unico problema che potreste incontrare è un leggero indurimento superficiale: se notate che la parte esterna tende a seccarsi, potete semplicemente grattare via lo strato superficiale prima del consumo. Un trucco che utilizziamo noi è quello di strofinare leggermente la superficie tagliata con un po’ di olio d’oliva prima di riavvolgere: questo crea una barriera protettiva che rallenta l’essiccamento.

Gli errori da evitare quando si conserva il formaggio

Durante le visite al nostro caseificio, quando parliamo con i visitatori di come conservare il formaggio, scopriamo che esistono alcuni errori ricorrenti che praticamente tutti commettono almeno una volta. Oltre all’uso della pellicola trasparente, uno degli sbagli più gravi è quello di utilizzare contenitori completamente ermetici, quei tupperware con chiusura a tenuta stagna che molte persone usano pensando di proteggere meglio il prodotto. In realtà, un ambiente completamente chiuso crea le condizioni ideali per lo sviluppo di muffe indesiderate e per l’alterazione dei sapori, perché l’umidità che viene rilasciata naturalmente resta intrappolata senza possibilità di evaporare.

Un altro errore molto comune riguarda il congelamento. Capita spesso che qualcuno, non sapendo come gestire una quantità eccessiva, decida di congelare pensando di prolungarne la vita. Questo è un grave errore soprattutto per i formaggi freschi o a pasta molle come il nostro Taleggio o lo Strachì. Il congelamento distrugge la struttura: l’acqua contenuta nella pasta si trasforma in cristalli di ghiaccio che rompono le proteine e i grassi, e quando viene scongelato risulta granuloso, sbriciolato e con un sapore completamente alterato. I formaggi a pasta semidura come il Branzi tollerano leggermente meglio il congelamento, ma anche in questo caso la qualità ne risente pesantemente e noi sconsigliamo fortemente questa pratica.

Anche la temperatura eccessivamente bassa rappresenta un problema. Alcuni regolano il frigorifero al minimo o addirittura avvicinano i formaggi alla parete di fondo dove fa più freddo. Il gelo eccessivo blocca completamente i processi di maturazione, indurisce la pasta e attenua fortemente gli aromi. Quando poi portate il prodotto a temperatura ambiente per consumarlo, l’escursione termica è così forte che sulla superficie si forma condensa, creando umidità che può favorire lo sviluppo di muffe. Un altro errore frequente è lasciare i pezzi aperti e scoperti nel frigorifero, esposti all’aria secca che circola continuamente. In poche ore la superficie si secca, la crosta diventa dura e coriacea, e il sapore ne risente pesantemente.

Portare il formaggio a temperatura ambiente: il segreto finale

Sapere conservare correttamente è importante, ma altrettanto fondamentale è capire come portarlo in tavola alla temperatura giusta per esaltarne tutte le caratteristiche. Questo è un aspetto che viene troppo spesso trascurato: quante volte vi è capitato di mangiare formaggio appena tirato fuori dal frigorifero, freddo e duro, con sapori completamente spenti? Un prodotto freddo non permette di apprezzare la complessità degli aromi, non sprigiona i profumi, ha una consistenza poco piacevole al palato. È come bere un vino pregiato ghiacciato: potreste anche berlo, ma perdereste completamente tutte le sue qualità organolettiche.

La regola fondamentale è questa: togliete sempre i formaggi dal frigorifero almeno trenta minuti prima di servirli, un’ora se si tratta di prodotti a pasta semidura come la nostra Formagella o il Branzi. Lasciateli riposare a temperatura ambiente, ancora avvolti nella loro carta, in modo che possano gradualmente raggiungere i diciotto-venti gradi che rappresentano la temperatura ideale di degustazione per la maggior parte delle tipologie. Durante questo periodo di temperamento, all’interno avvengono piccoli miracoli: i grassi si ammorbidiscono, gli aromi si liberano, le molecole volatili responsabili del profumo iniziano a diffondersi nell’aria. Quando finalmente assaggerete il prodotto, la differenza rispetto a quello freddo di frigorifero sarà abissale.

Per i formaggi a pasta molle come il nostro Taleggio, mezz’ora è generalmente sufficiente, ma se fa particolarmente freddo in casa o se la forma è molto grande, potete prolungare il tempo fino a quaranta-cinquanta minuti. Noterete che diventa progressivamente più morbido, quasi cremoso, e che i profumi si intensificano gradualmente. Per i prodotti a pasta semidura come il Branzi o la Formagella, che hanno una massa maggiore e si scaldano più lentamente, è meglio prevedere quaranta-sessanta minuti di temperamento. Se avete fretta, evitate assolutamente la tentazione di scaldare artificialmente, magari nel microonde o vicino a fonti di calore: otterreste solo un pasticcio con parti troppo calde e altre ancora fredde, compromettendo irreparabilmente la struttura.

Consigli specifici per i nostri formaggi artigianali

Ora che abbiamo visto i principi generali, vogliamo darvi alcuni consigli specifici per i formaggi che produciamo qui a Sant’Antonio Valtaleggio. Il nostro Taleggio DOP richiede particolare attenzione perché è un prodotto vivo che continua a maturare anche dopo l’acquisto. Quando lo portate a casa, assicuratevi di tenerlo nel cassetto delle verdure del frigorifero, avvolto nella carta speciale che vi forniamo. Controllatelo ogni due giorni: se notate che la carta è diventata umida, cambiatela con carta nuova. È normale che diventi progressivamente più morbido e che i sapori si intensifichino, ma se percepite odori ammoniacali troppo forti o se vedete muffe di colore diverso dal rosato naturale della crosta, significa che ha superato il punto ottimale di maturazione.

Per quanto riguarda lo Strachitunt, questo erborinato merita un’attenzione particolare per via delle sue caratteristiche uniche. Le venature blu-verdi che vedete all’interno sono muffe nobili che devono essere preservate, quindi evitate assolutamente di lavare o di rimuovere parti che vi sembrano alterate: quello che vedete è esattamente come deve essere. Tenetelo ben avvolto e separato dagli altri formaggi perché il suo sapore intenso potrebbe trasferirsi ai prodotti più delicati. Se notate che la crosta esterna tende a seccarsi eccessivamente, potete spolverarla leggermente con un panno umido prima di riavvolgerla, ma senza esagerare con l’umidità.

Il nostro Branzi e la Formagella della Valtaleggio sono più facili da gestire proprio grazie alla stagionatura che li rende più stabili. Potete tenerli tranquillamente per tre-quattro settimane se ben avvolti. L’unico accorgimento particolare riguarda il fatto che, trattandosi di formaggi versatili sia da tavola che da cucina, molti clienti li acquistano in porzioni relativamente grandi.

Se avete preso una grossa porzione e prevedete di consumarla lentamente, il nostro consiglio è di dividerla in pezzi più piccoli e di avvolgere separatamente ogni pezzo. In questo modo, ogni volta che prendete dal frigorifero, esponete all’aria solo la porzione che vi serve, mantenendo integre le altre. Per lo Strachì, essendo un formaggio più fresco e delicato, consumatelo entro quattro-cinque giorni dall’acquisto per apprezzarne la cremosità e i sapori delicati che lo caratterizzano.

La garanzia di freschezza quando acquistate direttamente da noi

Quando acquistate i nostri formaggi direttamente dal caseificio o contattandoci, potete stare certi di ricevere prodotti nella massima freschezza possibile. A differenza di quanto accade quando comprate al supermercato o in negozi che si riforniscono tramite grossisti, i nostri formaggi passano direttamente dalle nostre celle di stagionatura alle vostre mani, senza intermediari che li tengono in magazzino per settimane. Questo significa che quando ricevete un nostro Taleggio, potete godere di tutta la sua vita utile ottimale, senza scoprire solo a casa che il prodotto è già vicino alla scadenza.

Inoltre, quando spediamo, utilizziamo packaging specifici studiati per mantenere la temperatura controllata durante il trasporto e per permettere la traspirazione senza essiccamento. Includiamo sempre le istruzioni dettagliate e siamo disponibili telefonicamente per qualsiasi dubbio o domanda possiate avere una volta ricevuto il prodotto. Se durante la conservazione notate qualcosa che non vi convince o se avete domande specifiche, non esitate a chiamarci: saremo felici di darvi tutti i consigli necessari per gustare i nostri prodotti nel modo migliore.

Conservare correttamente un formaggio artigianale di qualità è un modo per rispettare il lavoro che c’è dietro, per evitare sprechi inutili e soprattutto per godere appieno di tutti i sapori e i profumi che abbiamo pazientemente sviluppato durante la stagionatura. Seguite i nostri consigli e scoprirete che anche a casa vostra potete mantenere i formaggi in condizioni perfette, esattamente come facciamo noi nelle nostre casere. Un buon formaggio artigianale merita di essere trattato con rispetto, dalla produzione fino al momento in cui lo portate in tavola.

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